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Opus Dei

“…quando salmodiamo
comportiamoci in modo che il nostro spirito
sia in accordo con la nostra voce”
(RB 19, 7)

Le testimonianze della Chiesa antica attestano che i discepoli del Signore, in ore determinate, attendevano alla preghiera. Si parlò così di ora Terza, di ora Sesta, di ora Nona e anche la notte. Queste preghiere celebrate comunitariamente, col tempo, furono ordinate in modo da formare un ciclo ben definito: la liturgia della ore. Essa è concepita e organizzata in modo che, santificando l’intera giornata, sia espressione della preghiera di ognuno degli oranti e, soprattutto, dell’intera comunità ecclesiale.

E’ la preghiera che Cristo unito al suo Corpo eleva al Padre; questo ufficio sacerdotale Cristo lo continua per mezzo della sua Chiesa, che loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo non solo con la celebrazione dell’eucarestia, ma anche in altri modi, specialmente con l’ufficio divino. Dunque sia l’eucarestia che la liturgia delle ore sono attualizzazione del sacerdozio di Cristo. Nel primo caso, però, ciò è vero come centro e come culmine; nel secondo caso, come momento particolare del giorno santificato dalla preghiera.

Da sempre i monaci benedettini caratterizzano le loro giornate ritmandole secondo il tempo della preghiera alternata al lavoro. Anche la nostra Comunità, fedele alla regola di san Benedetto, continua oggi ad assolvere questo mandato a nome della Chiesa per la glorificazione di Dio e la santificazione dei fedeli.

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