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Epistulæ 2018

Lettera circolare del P. Abate Generale

SANTA PASQUA 2018

Sta per giungere la Pasqua, fondamento della vita cristiana e suo cuore pulsante, con il suo inconfondibile profumo spirituale e il suo inossidabile invito alla speranza. Il nostro impegno va in più direzioni ma quello che non dovremo disattendere sarà la verifica serena e costruttiva delle tracce che essa lascerà nei nostri monasteri. La sua “carica” ci è più necessaria dell’aria che respiriamo! In alcune nostre comunità, a causa di un persistente inverno vocazionale, di problemi economici o di intrecci variegati di situazioni non risolte o risolte male, sembra che non circoli più aria pasquale. La Pasqua torna, testarda come il battito del cuore, anche per trasformare le loro tristi e destabilizzanti ferite in feritoie di luce e di speranza. Il 1 aprile 2018 sia per loro il compleanno di comunità “nuove”, dove si vive e non dove si sopravvive magari con stanca rassegnazione e pessimismo, togliendo finalmente e per sempre certe pietre tombali che hanno dei nomi ben precisi….

Invito quei nostri Superiori desiderosi che le loro comunità siano realtà monastiche vive e vitali, testimonianza e profezia nella chiesa locale, a non smettere di sognare e di avere il coraggio di fare delle scelte possibilmente condivise con i propri confratelli. Un certo stile legato al “si è sempre fatto così” dovrebbe essere rivisto con criteri e prospettive nuove ma di marchio autenticamente monastico, alla luce della Regola di S. Benedetto.

Dire “è risorto” è come dire “è vivo”: personalmente, corporalmente vivente e ri-suscitatore di vita. Ma se Gesù è vivo oggi, allora è nostro contemporaneo. E se è nostro contemporaneo, allora lo possiamo incontrare. Senza necessariamente andare chissà dove! Basta far ruotare il nostro sguardo dal monaco più anziano all’ultimo postulante arrivato…

La Pasqua, evento sempre in corso e che ogni giorno si rinnova nella Messa conventuale delle nostre comunità, ci abilita a offrirci con Cristo al Padre a servizio di alcuni fratelli “morti” che vivono fuori o dentro (!) il monastero (…), per aiutarli a risorgere a vita nuova illuminata dall’amore. Se non li aiutiamo a “rivivere” non potremo un giorno sentirci dire dal Risorto: “Ero crocifisso, e tu mi hai aiutato a risorgere”.

Come fons per lasciarci plasmare mi permetto di suggerire nel tempo pasquale una moltiplicata lectio divina su i capitoli 20 e 21 di Giovanni, il cui vangelo è quello che, come sappiamo, maggiormente parla del Risorto e delle sue apparizioni e così ricevere il dono di una straordinaria mappa di preziose indicazioni per quotidiane risurrezioni personali e comunitarie.

Cristo è risorto”: non è una fake news e non è un mito ma un fatto storico (i vangeli offrono prove e testimoni) anche se trascende la storia. “Cristo, nostra gioia, è risorto è il saluto pasquale, caro all’Oriente cristiano. E’ l’annuncio della nostra salvezza, è la professione della nostra fede che nasce il mattino di Pasqua. E’ la bella notizia che vogliamo comunicare a tutti!

Diego M. Rosa osb

Abate Generale

Comunicazioni.

  1. L’Abate Primate ha invitato tutti gli Abati e i Priori Conventuali a partecipare alle celebrazioni per il 125o anniversario della fondazione della Confederazione Benedettina, 19-21 aprile 2018.

  2. Il Cellerario di S. Anselmo, D. Geraldo Gonzalez y Lima (tesoriere@anselmianum.com), ha comunicato l’elenco dei monasteri che ancora non hanno pagato le tasse: Le Bec, Pecos, Abu Gosh, Mesnil, Opelousas. Si prega di effettuare quanto prima i pagamenti richiesti.

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